potuto creare. Immagini impresse a fuoco nella memoria, impossibile da cancellare anche dopo trent’anni di assenza.
Osare dare voce a ciò che abbiamo portato dentro di noi in solitudine per così tanto tempo
Mentre Clara si occupa della solita procedura, Michel si fa coraggio e prende la parola. Descrive il giocattolo preferito di sua figlia, la filastrocca che le canticchiava per augurarle la buonanotte, un graffio lasciato da una caduta dal triciclo che ricorda ancora.
Ricordi di assoluta intimità, che semplicemente non possono essere inventati.
Clara ascolta, combattuta tra il