un’aquila dotata di un localizzatore GPS. Ci si aspettava che il progetto fornisse preziose informazioni sulle abitudini migratorie e sulle rotte di viaggio stagionali. Invece, ha sollevato più domande che risposte.
Anziché seguire percorsi prevedibili tra le zone di riproduzione e quelle di alimentazione, l’uccello si spostava ripetutamente attraverso deserti, montagne, foreste e coste in direzioni insolite. A volte tornava
indietro per centinaia di chilometri. Altre volte si fermava in luoghi che apparentemente non avevano alcuna importanza ecologica evidente.
Inizialmente, i ricercatori sospettavano degli errori nelle apparecchiature di tracciamento. Eppure,