un passaggio fondamentale: eliminare bene i semi. Perché una cosa è mangiare un fico d’India; un’altra è ritrovarsi una confettura da masticare come se fosse un esercizio di falegnameria. Il risultato è una confettura dal colore acceso, dolce e non stucchevole, con il profumo particolare del fico d’India e una consistenza vellutata. È ottima semplicemente spalmata sul pane, magari su una fetta di pane casereccio tostato, ma può accompagnare anche formaggi stagionati e ricotta. E c’è chi la usa per farcire crostate e dolci casalinghi. La cosa più bella, forse,
La confettura di fichi d’India come si fa in Calabria