preparare solo tre cose, e questa era la più semplice – ma preparai tutto, apparecchiai la tavola, lei si sedette, mangiammo e mi chiese della scuola, come faceva sempre.
Le raccontai del semestre.
Non della parte sull’equitazione; quella la sapevo già. Il resto. Le cose che erano successi dopo, i sottili cambiamenti nell’atmosfera delle stanze quando entravo, i ragazzi che si scusavano in quel modo tipico, come gli adolescenti che decidono di dover chiedere scusa ma non sanno bene come. La ragazza che venne a parlarmi la settimana successiva mi sussurrò: “