finestra con un libro tascabile appoggiato sulle ginocchia. La stanza era rumorosa e caotica. Leggeva come se fosse seduto da solo in una biblioteca. Qualcosa nella sua immobilità ha attirato la mia attenzione. Poi una bambina lì vicino ha lasciato cadere una scatola di pastelli. Si sono dispersi liberamente. Il ragazzo posò immediatamente il libro. Non ha aspettato un adulto. Lui semplicemente si alzò, si accovacciò accanto a lei e cominciò a raccogliere i pastelli. Un pastello blu rotto sotto un tavolo. Si è addirittura abbassato fino a terra per raggiungerlo. Poi restituì la scatola piena alla ragazza. Lei si preoccupa. Fece un cenco con la testa. Poi tornò a sedersi e riaprì il libro. “Chi è?” chiesi. Denise si era avvicinata a me. La sua espressione cambiò quando capì a chi mi riferivo. “Luke.” “Quanti anni ha?” “Sedici.” “Posso incontrarlo?” Esitò. «Prima dovresti sapere qualcosa.» “Che cosa?” “Hajo molti

stato consigliato di limitare i contatti per aiutare Emma ad ambientarsi.”

Le mancano le parole giuste.

“Lei ha continuato a rispondere alle tue lettere comunque.”

Luke abbassò lo sguardo sulla scatola.

«Continuavamo a ripeterci che li avremmo mandati non appena si fosse sentita più al sicuro.»

Rachel scosse la testa.

“Poi è passato troppo tempo.”

David finalmente parlò.

“Avremmo dovuto sistemarlo anni fa.”

Guardò Luke.

«Ci ​​siamo detti che stavamo proteggendo Emma.»

La sua voce si fece più roca.

“Ma in realtà stavamo evitando una conversazione difficile.”

Luke non stava