chestavo
mmobile.
Emily se ne sapeva
comoda seduta nella vasca da bagno, circondata da bolle e giocattoli.
Aveva gli occhi chiusi.
Mio padre teneva in una mano una piccola tazza, che usava per sciacquarle i capelli, e nell’altra teneva una delle paperelle di gomma di Emily.
«Mamma», si alza Emily, «hai rovinato la partita!»
Li guardai confuso.
“Quale gioco?”
Papà sorrise lentamente.
“Indovina il suono.”
Si scoprì che qualche mese prima Emily aveva iniziato ad avere paura di lavarsi i capelli perché le era finito dello shampoo negli occhi.
Ogni