della cucina.
Saltai giù dalla sedia. Papà mi afferrò subito la mano e si portò un dito alle labbra. Poi i fari di un veicolo illuminarono la finestra. Qualcuno bussò tre volte alla porta d’ingresso. Papà impallidì.
«Resta qui», disse.
Non voleva lasciarlo andare, ma uscì dalla stanza e chiuse la porta della camera da letto dietro di sé. All’inizio sentii dei sussurri al piano di sotto, seguiti da passi pesanti. Qualcuno stava salendo le scale. La maniglia della porta cominciò a muoversi.
«Emily, apri la porta», ho sentito dire