inginocchiai accanto a lei.
Respirava a fatica, con un respiro sibilante. Le labbra le tremavano.
«Mamma», sussurrò.
L’ho abbracciata e le ho chiesto chi avesse fatto questo.
Parlava con difficoltà. Disse che tutto era iniziato per via delle posate. Non le aveva lucidate “nel modo giusto”. La sua suocera le teneva le mani. Suo marito la colpiva con una mazza da golf. Dicevano che non valeva niente, che il suo posto era in strada.
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lasciare
Ho portato mia figlia all’ospedale. I medici