Mio genero e sua madre hanno abbandonato mia figlia a una fermata dell’autobus, poi mi hanno chiamato alle 5 del mattino dicendo: “Vieni a prenderla. Abbiamo chiuso con lei.”

inginocchiai accanto a lei.

Respirava a fatica, con un respiro sibilante. Le labbra le tremavano.

«Mamma», sussurrò.

L’ho abbracciata e le ho chiesto chi avesse fatto questo.

Parlava con difficoltà. Disse che tutto era iniziato per via delle posate. Non le aveva lucidate “nel modo giusto”. La sua suocera le teneva le mani. Suo marito la colpiva con una mazza da golf. Dicevano che non valeva niente, che il suo posto era in strada.

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Ho portato mia figlia all’ospedale. I medici