la luce del sole mi illuminava i capelli, i miei occhi erano luminosi e pieni di vita.
«Questa è mia moglie», scrisse.
Rimasi immobile.
Che gioco era questo?
Prima ancora di rendermene conto, apparve un altro messaggio.
Un’altra immagine.
Ci cliccai sopra e il mondo sembrò crollare.
Era un profilo di incontro.
La mia foto. Il mio nome.
La mia storia, ma scritta con le sue parole.
Un titolo e racconto
«Mia moglie. Due anni di malattia, interventi chirurgici e giorni difficili, e si scusa ancora per essere un peso.